|
Il mezzo di soccorso che ci
è messo a disposizione è il pattìno a remi. In
generale si tratta di una imbarcazione a remi costituita da due scafi
uniti da un ponte (come un catamarano) e questo gli conferisce quella
particolare stabilità indispensabile per poter vogare in piedi
con il massimo della sicurezza, anche in mezzo alle onde. Sugli scafi, in posizione
mediana, sono collocati gli scalmieri, ad una altezza standard, in modo
da permettere anche la voga da seduti; sul ponte troviamo invece il
seggiolino, che, nei pattìni in vetroresina, diventa anche uno
stipetto porta oggetti molto utile. Se ne trovano di vari modelli, ma
la differenza più importante che si può riscontrare
è il materiale di fabbricazione, ovvero vetroresina (fig. in
alto - BluMarine mod. Adriatico) o compensato marino (figg. in basso -
DeBiagi & Magi). Il tipo in vetroresina
è molto più pesante da gestire a terra e più lento
in mare, ma gode di maggiore stabilità in acqua; a volte
viene dotato di 2 piccole ruote anteriori che ne agevolano la spinta in
acqua; la versione in compensato marino invece è agile, veloce e
maneggevole in mare, molto più leggero nel
posizionarlo sulla battigia o da issare in spiaggia alla fine del
servizio, ma è meno stabile in balia delle onde a causa del
maggiore galleggiamento degli scafi. In definitiva comunque, per la
maggior parte dei Bagnini del Nord Adriatico, il migliore è
ovviamente quello in compensato marino, ma il punto di vista si ribalta
completamente se ci troviamo ad operare in un mare come
il Tirreno in
cui il diverso tipo di fondale crea onde molto più grandi
che è meglio affrontare con un pattino in vetroresina del tipo
con le punte anteriori incurvate verso l'alto, comunemente dette a
"banana". Infatti la riserva di galleggiamento in poliuretano espanso
di cui sono dotati questi pattini, assieme alla conformazione delle
punte, consente loro di sovrastare le onde e quindi di non inserirsi
nel frangente, cosa che creerebbe molte difficoltà al Bagnino.
Nella zona ligure e toscana del Tirreno era
molto usato il pattino in legno dei maestri d'ascia di Viareggio che
vedete nella foto qui a fianco; anche se più pesante dei precedenti,
è un pattino che ha alle spalle una storia molto lunga ed è
stato soppiantato solo di recente dai nuovi pattini in vetroresina con
le punte a banana di recente fabbricazione (vedi figura in basso - C.N.
Adriatico mod. Nettuno).
Alla mattina, prima di prendere servizio, bisogna ¨armare¨ il
pattino; prima di tutto si posizionano gli scalmi (le ¨U¨ in
cui si infilano i remi...) negli appositi alloggiamenti assicurandoli con forcelline di fil di ferro;
in seguito si infilano i remi negli scalmi e si legano il salvagente
e l'ancora al moscone (altro nome per pattìno). Io di solito
lego l'ancora al centro (ove possibile) della traversina posteriore
usando un nodo che chiamo ¨Cowboy¨, usato per legare temporaneamente
i cavalli alle staccionate, che si scioglie semplicemente strattonando
la cima libera. In questo modo, se si è ancorati per una qualsiasi
ragione, si può lasciare l'ancora sul posto (sempre che abbia
un galleggiante attaccato alla sagola, sennò chi la ritrova più...)
e partire per il salvataggio. Il salvagente invece lo lego al seggiolino
o alla traversina anteriore usando una Gassa d'Amante, e lo posiziono
a cavallo del succitato seggiolino o, in caso di mare agitato, sul ponte
del pattìno (quello bianco nella foto) infilandoci dentro un
piede.
Per quanto riguarda i remi, quando il pattino è fermo sulla battigia,
vengono nella maggior parte dei casi posizionati appoggiando le pale
sulla traversina anteriore, mentre io invece preferisco averli a portata
di mano mentre spingo il moscone in acqua posizionandoli con i manici
appoggiati alla traversina posteriore, cioè l'opposto (come nella
foto in alto e in quella qui sotto).
Per quanto riguarda
i nodi, vi rimando alla sezione dedicata.
Se volete esporre il vostro parere su questi pattini o su altri caratteristici
della vostra zona o dei vostri litorali, potete scrivere nel forum
nella cartella dedicata ai pattini!

(Foto scattata dal fronte a mare del pontile di Volano...
Notate quante persone stanno pescando in barba all'Ordinanza Balneare
che vieta tale attività nella fascia di balneazione - Estate
2005)
|
|