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Educazione stradale  
 

Educazione stradale significa conoscenza e rispetto delle norme che regolano il comportamento degli utenti della strada.

La prima ragione per cui queste norme vanno osservate non è, come qualcuno potrebbe pensare, quella di evitare le sanzioni, che pure sono previste per chi non si comporta correttamente; il vero scopo è quello di garantire l’ordine della circolazione e la sicurezza di tutti gli utenti, soprattutto dei più indifesi.

L’impegno sancito dall’articolo 230 del Codice della Strada, che prevede come "obbligatoria nelle scuole di ogni ordine e grado [...] la conoscenza dei principi della sicurezza stradale nonché delle strade, della relativa segnaletica, delle norme generali per la condotta dei veicoli e delle regole di comportamento degli utenti", è infatti sempre stato assolto, da parte di tutti gli operatori coinvolti, con entusiasmo e partecipazione, basandosi sulla consapevolezza di quanto sia importante fornire ai ragazzi in età scolare una serie di insegnamenti che non solo favoriscano la crescita del loro senso civico ma anche, all’atto pratico, li aiutino a muoversi con maggiore accortezza in un ambiente insidioso quale è quello delle nostre strade nonché accrescere la consapevolezza sui rischi di guida sotto stato di ebrezza e/o stupef o sui rischi di guida ad alta velocità per indurre in loro una sana e corretta educazione stradale.
Non meno importante la conoscenza delle procedure di primo soccorso in strada.





La guida in stato di ebbrezza comporta dei rischi molto gravi per lo stesso conducente, i suoi passeggeri e tutti gli utenti della strada. Si tratta di un comportamento che spesso è preso alla leggera, ma può avere conseguenze molto serie sull’incolumità delle persone, oltre a comportare pesanti sanzioni penali.

Simulazione visuale della guida in stato di ebrezza


Codice della Strada prevede limitazioni all’assunzione di alcolici per chi guida un veicolo e sanzioni piuttosto severe per chi trasgredisce. Ovviamente il buon senso degli automobilisti gioca un ruolo fondamentale e – di conseguenza – è importante fare prevenzione e informazione. L’articolo 186 C.d.S. prescrive un limite massimo di 0,5 grammi di alcool per litro di sangue, il cosiddetto tasso alcolemico che non deve essere superato:



Secondo dati nel Ministero della salute riferibili al 2017 i sinistri nei quali almeno uno dei conducenti coinvolti è stato sanzionato per l’abuso di alcool è l’8% del totale. Una percentuale importante ma probabilmente stimata per difetto, perché in caso di mancata flagranza è difficile accertare l’assunzione di alcool a distanza di ore o di giorni dall’incidente. Si tratta di un problema da affrontare, perché nonostante i dati diffusi dalla Polizia Stradale certifichino una sostanziale stabilità del numero dei sinistri tra il 2019 e il 2018 – 70.801 (fino al 15 dicembre) – le 1.566 persone che hanno perso la vita in un incidente stradale è un dato ancora drammaticamente elevato.
Fonte: SALVAMENTO Roma
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